Lo Sporting Tre Croci nasce nella primavera del 2017 da un'idea di tre amici, Davide Paterlini, Luca Meglioli e Giulio Sula, legati da una lunga amicizia e dalla comune passione per il calcio. Dopo mesi dedicati alla costruzione del progetto e alla composizione della squadra, nell'estate dello stesso anno nasce ufficialmente la nuova società.
Un ruolo importante fin dall'inizio viene ricoperto da Massimo Bragazzi, scelto come primo allenatore della formazione, mentre il progetto trova un prezioso sostegno anche nell'imprenditore Danilo Maletti, attraverso Maletti Group. La sede societaria viene individuata a Chiozza, territorio particolarmente significativo per i fondatori, che proprio lì avevano iniziato a giocare a calcio da bambini.
Nel luglio 2017 lo Sporting Tre Croci viene iscritto al campionato di Terza Categoria di Reggio Emilia, iniziando così il proprio percorso nel calcio dilettantistico. Il nome della società richiama il Monte delle Tre Croci, luogo abitualmente frequentato dai tre fondatori.
Nell'estate del 2019 arriva un nuovo passaggio importante: lo Sporting Tre Croci trasferisce la propria sede a Sabbione, rilevando la società ViaEmilia, ma mantenendo salde le proprie radici nel territorio scandianese. Le gare interne vengono infatti disputate a Bosco di Scandiano, confermando il legame con la comunità e con il territorio nel quale il progetto era nato.
Il capitolo più significativo della storia arriva nel luglio 2022, quando lo Sporting Tre Croci confluisce nella Polisportiva Dilettantistica Salvaterra. Un passaggio che non rappresenta la fine di un'esperienza, ma l'inizio di una nuova fase: la storia, i valori e l'identità costruiti negli anni dallo Sporting entrano a far parte del più ampio progetto della Polisportiva Salvaterra, arricchendone il percorso sportivo e consolidando ulteriormente il legame con il territorio.
Da quel momento, lo Sporting Tre Croci diventa parte integrante della famiglia della Polisportiva Salvaterra, portando con sé l'entusiasmo e lo spirito con cui, cinque anni prima, tre amici avevano deciso di trasformare una passione comune in una vera società sportiva.
Una storia nata da un'amicizia, cresciuta attraverso il calcio e oggi parte della storia della Polisportiva Salvaterra.
Un ruolo importante fin dall'inizio viene ricoperto da Massimo Bragazzi, scelto come primo allenatore della formazione, mentre il progetto trova un prezioso sostegno anche nell'imprenditore Danilo Maletti, attraverso Maletti Group. La sede societaria viene individuata a Chiozza, territorio particolarmente significativo per i fondatori, che proprio lì avevano iniziato a giocare a calcio da bambini.
Nel luglio 2017 lo Sporting Tre Croci viene iscritto al campionato di Terza Categoria di Reggio Emilia, iniziando così il proprio percorso nel calcio dilettantistico. Il nome della società richiama il Monte delle Tre Croci, luogo abitualmente frequentato dai tre fondatori.
Nell'estate del 2019 arriva un nuovo passaggio importante: lo Sporting Tre Croci trasferisce la propria sede a Sabbione, rilevando la società ViaEmilia, ma mantenendo salde le proprie radici nel territorio scandianese. Le gare interne vengono infatti disputate a Bosco di Scandiano, confermando il legame con la comunità e con il territorio nel quale il progetto era nato.
Il capitolo più significativo della storia arriva nel luglio 2022, quando lo Sporting Tre Croci confluisce nella Polisportiva Dilettantistica Salvaterra. Un passaggio che non rappresenta la fine di un'esperienza, ma l'inizio di una nuova fase: la storia, i valori e l'identità costruiti negli anni dallo Sporting entrano a far parte del più ampio progetto della Polisportiva Salvaterra, arricchendone il percorso sportivo e consolidando ulteriormente il legame con il territorio.
Da quel momento, lo Sporting Tre Croci diventa parte integrante della famiglia della Polisportiva Salvaterra, portando con sé l'entusiasmo e lo spirito con cui, cinque anni prima, tre amici avevano deciso di trasformare una passione comune in una vera società sportiva.
Una storia nata da un'amicizia, cresciuta attraverso il calcio e oggi parte della storia della Polisportiva Salvaterra.
